Notizie negative

Il fermo di Giuseppe Filippazzo di Porto Empedocle per la vicenda dell’omicidio di Giuseppe Adorno. Indagati ed accusati – come abbiamo saputo dai media alcuni giorni fa – Gerlando, Giuseppe e Giovanni Di Stefano e Giuseppe De Rubeis. Sicuramente un caso particolare, non semplice, per gli investigatori.

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Speriamo che possa riprendere presto ad ottenere ottimi frutti dalla sua vigna. Mi riferisco all’imprenditore Niccolò Ravidà di Menfi, a cui sono state danneggiate alcune viti, forse tredicimila, tramite il taglio dei cavi di sostegno. Quel che è più particolare, peraltro, è che non si tratterebbe – forse – di un’intimidazione, ma di malumori. Quel che è certo è il danno al vigneto di contrada Gurra Nasca.

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L’ho sentito o letto poco fa su un mezzo.  Scomparso un giovane di Porto Empedocle, Giuseppe Adorno. Non certo un’altra notizia positiva dopo la precedente scomparsa di Angelo Rizzo a Racalmuto.

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La voglia di furto e voilà… Peccato che sia stato denunciato il giovane turista francese che aveva cercato di rubare una mano creata dallo scultore tedesco Günther Stilling. Speriamo che non lo faccia più, dopo che l’allarme era suonato ed aveva cercato di rimediare. Se ho capito bene, comunque, il giovane sarebbe, poi, stato rintracciato a Sciacca.

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Che vergogna… Perdere l’udito da un orecchio per colpa di una delle solite risse che accadono a San Leone, frazione balneare di Agrigento. Solitamente non finiscono così le risse là, ma, comunque, pur sempre vergogna per i giovani che hanno causato tutto, fra il porticciolo turistico ed il viale Falcone Borsellino. Ed il padre del giovane ha definito «bestie» gli aggressori.

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Un’intimidazione al presidente della Provincia di Agrigento. Sinceramente non mi sono piaciute le parole di D’Orsi, ma le intimidazioni sono sempre intimidazioni. Non è , infatti, positivo che venga danneggiata la scuola Don Milani di Licata, diretta dalla moglie o la scuola Bersagliere Greco, diretta dallo stesso D’Orsi. Se i teppisti sono adulti è grave; se sono giovani, è ancor più grave.

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14 agosto 2009 - aggiornato 1 ottobre ‘09

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Das Schiff Pinar, zwei Inseln und Europa

Der Hafen von Porto Empedocle, eine Stadt an der südlichsten Küste von Sizilien, die Flüchtlinge, die an Bord vom Schiff Pinar waren und der Streit zwischen Italien und Malta. War es Gefangenschaft oder nicht? Odyssee oder nicht? Und Erinnerung ans Cap Anamur?

Außerdem  schreiben die Süddeutsche Zeitung und der Spiegel auch von Licata und Lampedusa, andere Städte in der Nähe von Agrigent, und Pozzallo, nicht fern von Ragusa.

- Gesichter Europas (Deutschlandfunk über die Kreuzung von Einheimischen und Flüchtlingen in Lampedusa, Mittelmeer)

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21. April 2009

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Froher Geburtstag Europol. Aber auch eine Tragödie

Zehn Jahre Europol, die europäische Polizeibehörde, am Juli und der Kampf gegen das Falschgeld. Und apropos von Behörden hier ein Text über einen Arbeitsunfall.

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Ein Sizilianer aus Licata, in der Nähe von Agrigent, ist in der letzten Woche – an diesem Mai – in Kreuztal gestorben. In der Stadt von Nordrhein-Westfalen ist auch ein anderer Mann bei einem Arbeitsunfall gestorben. Der Mann von Licata, Salvatore Greco, war 38 Jahre alt.

- Zwei Arbeiter erschlagen

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17. Mai 2009

verändert am 3. Juli 2009

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Libyen, Lampedusa, Südeuropa und auch traurige Geschichten von Auswanderern

Die Situation würde dies sein. Kontrolle von der EU-Grenzschutzagentur Frontex zwischen dem Senegal und den Kanarischen Inseln, 36500 angekommenen Migranten an italienischen Küsten, mindestens 3200 tote Auswanderer – und wahrscheinlich mehr – in der Straße von Sizilien in zehn Jahren und Schwierigkeiten in der Nähe von dem Libyen und dem italienischen Insel von Lampedusa. Ungefähr 200 Migranten – und vielleicht auch mehr – waren in den letzten Tagen vor der libyschen Küste ertrunken und 21 ertrunkene Bootsflüchtlinge aus dem Meer zwischen Samstag und Dienstag geborgen. Die Hilfsorganisationen wie Ärzte ohne Grenzen und Pro-Asyl haben in den letzten Jahren ihre Meinungen geäußert und ihre Daten mitgeteilt und diese letzte Organisation hat sich den EU-Staaten und der europäischen Grenzpolizei Frontex gewandt und die Blöcke von den Auswanderern beurteilt, während Michele Cercone, der Sprecher des EU-Justizkommissars Jacques Barrot, fürchtet wie viele Menschen mehr Migrationen wegen der Krise. Das, was folgt, war die Situation in Lampedusa am 18. Februar.

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Hier ein Bericht aus Lampedusa, einer sizilianischen Insel an der südlichen Küste und in der Nähe von Libyen, über einen Protest von Flüchtigen gegen ihre wahrscheinliche Abschiebung. Die Revolte hat 62 Verletzte – 40 Flüchtlinge und 22 Polizisten – verursacht und dies und das waren die frühere Nachrichten am Ende von Januar.

- Kein Pardon für Migranten

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18. Februar 2009

verändert am 18. Mai 2009

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Pubblicato in: on settembre 28, 2009 at 1:20 am  Lascia un commento  

La fiera dell’auto di Francoforte

Salone dell’auto a Francoforte, in Germania, fino al ventisette settembre…

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13.10.08 Cari automobilisti che navigate a Palermo, avrete da temere da quel che segue? Forse si o forse no, dipende da voi…. Controlli della velocità con autovelox sono, infatti, previsti anche oggi in città in viale Regione, corso Calatafimi, viale Lazio, via Lanza di Scalea, lungomare Colombo, ma anche nei viali dell’Olimpo, Margherita di Savoia, Diana, Ercole e nelle vie Ernesto Basile, Pitré, Venere e Croce Rossa.

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13 ottobre ‘08 - aggiornato 16 settembre ‘09

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Fatti tragici

Poveretta… Sarebbe morta a San Leone, l’anziana Marianna Carere di 71 anni. Davvero una tragica fine in un momento di svago, a quanto pare, mentre faceva il bagno.

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Condoglianze alle famiglie di Maria Volomino, deceduta dopo un’altra esplosione in via  Manzoni , ad Agrigento, e di Raffaella Cottone  a Realmonte.

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Condoglianze alla famiglia di Maurilio Argento, il ragazzo di 23 anni deceduto mercoledì pomeriggio, 22 luglio, vicino ad un rifornimento carburanti di Racalmuto lungo la strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta. L’ennesima morte sulle strade – sia scritto davvero senza alcuna retorica – seguita dai funerali nella chiesa della Sacra famiglia a Canicattì, la città del giovane.

Intanto, lo avrete letto nei quotidiani o sentito in tv, sono stati sequestrati i mezzi e l’ipotesi di reato è quella di «omicidio colposo» nei confronti di Francesca Cimino, la donna che guidava uno dei mezzi coinvolti nell’incidente.

Condoglianze anche alla famiglia di Daniele Puccio, il ragazzo di diciassette anni di Menfi deceduto intorno alle cinque del mattino di domenica 19 luglio vicino all’ex strada statale 115 Porto Palo-Menfi. Tutto ciò è quanto si è appreso dai mezzi di comunicazione insieme ad altri particolari.

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Un morto ieri, lunedì 13 luglio, sulla ss 115 lungo il tratto fra Ribera e Sciacca. Sulla strada statale ha perso la vita, all’altezza del viadotto San Giorgio, Vincenzo Buzzotta di 31 anni, pescatore saccense. Questo, almeno, quanto si è potuto leggere sui siti ed altrove.

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Una notizia negativa. Il cadavere di un siculianese, Amedeo Tolentino di 37 anni, come si apprende da un mezzo di comunicazione,  è stato trovato carbonizzato a Sciacca, in via Marco Polo.

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Purtroppo, come si può leggere nei siti stamattina (giovedì 2 luglio) è stato trovato il cadavere di un uomo – Gerlando Barbello di 60 anni – in via delle Torri, vicino a piazza Marconi, ad Agrigento. L’uomo si è suicidato – si è, quindi, saputo.

Viareggio. Aumentate, purtroppo, le vittime di Viareggio salite a 26.

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Dai fatti tragici accaduti nelle scorse settimane in  Sicilia alla Toscana, Viareggio. Un treno con vagoni carichi di gas è esploso alla locale stazione ed i morti sono diciotto. Tremendo. Fra loro anche un emigrato di Pozzallo (provincia di Ragusa), come si è letto nei siti e nei giornali o sentito nei telegiornali, Rosario Campo di 42 anni.

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Lo hanno detto e scritto alcuni mezzi. Purtroppo si continua a morire lungo le strade locali. L’ultimo morto, a quanto pare, vicino a Montallegro, nella galleria Garebici. L’uomo, un anziano, Arturo Tarcisio Capelli, percorreva il tratto di strada in bici.

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Fine settimana tremendo in provincia di Agrigento. La morte di una ragazza, Giuseppina Margiotta di Mazara, in un incidente avvenuto vicino a Siculiana ed il fermo e poi l’arresto del macellaio favarese di 19 anni, Rosario Stuto, presunto autore dell’uccisione del giovane imprenditore di Serradifalco – Luigi Salvo di 34 anni – che era scomparso a Favara. Poi è stato trovato il cadavere di Salvo in contrada Caltafarace, vicino a Favara, e c’è stato anche un secondo indiziato, Michele Bongiorno, favarese di 19 anni. Notizie che ci invitano al cordoglio.

Sulla Fiat Punto rossa di proprietà di Stuto – come si è letto sui siti o sui giornali  o sentito in tv (mi sto basando su quei particolari) – erano state trovate tracce di sangue del commerciante della provincia di Caltanissetta. Le accuse contro Stuto sono quelle di sequestro di persona, omicidio ed occultamento di cadavere. Salvo si trovava in provincia di Agrigento insieme alla moglie.

Una parentesi sul gip. Per scrivervi di questa vicenda, ho letto alcuni articoli in cui si faceva riferimento al gip Alberto Davico del Tribunale di Agrigento. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato – sempre secondo quanto si è letto – il fermo e l’ordinanza di custodia cautelare in carcere di Stuto.

Ho ripreso in mano, quindi, un manuale, in cui si legge che il gip convalida il fermo – come in questo caso – e l’arresto in flagranza operati dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria. Su richiesta del pubblico ministero, questo giudice può decidere la custodia in carcere (e mi sembra proprio questo ciò che ha deciso il giudice del Tribunale agrigentino), il divieto di espatrio o di dimora, l’obbligo di dimora, l’arresto domiciliare, ma anche la sospensione dall’esercizio della potestà del genitore e dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio oppure il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali o professionali.

Fra le sue funzioni anche quella di autorizzare la proroga delle indagini – le quali non dovrebbero superare i sei mesi, ma possono essere prorogate anche fino a 18 mesi o, in casi particolari, fino a due anni.

Il gip si occupa, inoltre, di formazione della prova durante le indagini preliminari – il cosiddetto incidente probatorio – e di fissare la cosiddetta udienza preliminare;  è, inoltre, una figura prevista dall’articolo 328 del codice di procedura penale – spero forse di trovarvi prossimamente il riferimento – in sostituzione del giudice istruttore e assume una funzione di garanzia nei confronti del cittadino nonché assicura il contraddittorio con un ruolo di controllo svolto nei confronti dell’accusa.

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Un’aggiunta – questa volta non tragica – prima di farvi leggere quello che avevo scritto precedentemente. Mimmo Pontillo suonerà sabato 27 giugno all’Espressamente Illy di Porta di ponte, ad Agrigento, alle 22. Con lui gli altri componenti del Quintetto Mosaico: Rino Boccadoro, Flavio Gucciardino, Salvatore Sciacca e Graziano Mossuto.

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Il pensiero va soprattutto alla donna incinta, Nazarena Piro, detta Morena, al bimbo ed all’anziano originario di Palermo e residente a Roccapalumba,  Luigi Avellone di 85 anni, ma anche a quel viadotto Morandi su cui si potevano trovare in quei momenti numerosissimi agrigentini vista la probabilità di dover percorrere quella strada. E poi, a mio parere, la responsabilità non dovrebbe essere addossata in maniera “pesante” sull’anziano, come si potrebbe anche sostenere.

Più città, inoltre, sono state particolarmente scosse dal tragico evento – Agrigento (e soprattutto il suo quartiere Monserrato ed il circolo didattico «Esseneto»), Roccapalumba, Cammarata e San Giovanni Gemini – ed io ho provato a “confrontare” i vari articoli, servizi, eccetera, per verificare i particolari (operazione che si può fare soltanto almeno un giorno dopo). Ecco quanto è risultato, magari sintetizzando un po’.

Lo scontro è avvenuto sul viadotto «Akragas» in direzione Agrigento. L’anziano aveva 85 anni, guidava una Fiat Punto e, a quanto pare, voleva vendere alcuni terreni racalmutesi forse ad un empedoclino; la donna era nata a Cammarata e guidava una Mercedes classe A sulla quale c’era anche il figlio di sei anni, poi morto nel tardo pomeriggio all’ospedale Cannizzaro di Catania. Deceduto anche il figlio che la donna portava in grembo in una gravidanza ancora giunta soltanto ad alcuni mesi. L’anziano signore – morto sul colpo così come la donna – stava viaggiando contromano e gli altri automobilisti gli avrebbero segnalato il fatto con clacson e luci. Dalle foto scattate che ho visto si nota, inoltre, la presenza di personale o auto dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri e della Croce rossa.

Sicuramente molti di noi rivolgono, peraltro, le più sentite condoglianze “virtuali” (o anche reali) al marito ed alle famiglie dei deceduti, anche se non li conoscono e fra loro al musicista agrigentino Mimmo Pontillo.

La città di Agrigento. Come è stato riferito da tutti i mezzi di comunicazione, sul viadotto viaggiava proprio in quei momenti il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto. Ed il Consiglio comunale di Agrigento ha ricordato le vittime dell’incidente con un minuto di silenzio ad inizio seduta. Scritto tutto ciò, eccovi due altri fatti di cronaca, uno accaduto nella cittadina di Montallegro alcune settimane fa ed uno nel capoluogo regionale siciliano.

Montallegro. Giorni di un incidente stradale e di fiamme su una nave. Davvero un lutto per la città di Montallegro e la provincia di Agrigento. La morte giorni fa di Angelo Camillo forse sarà dimenticata da qualcuno (o forse no), ma rimarrà il ricordo per i conoscenti e gli amici, come capita a tutti noi quando accade un evento tragico.

Secondo quel che ho letto oppure ho sentito, il giovane manovale montallegrese, morto dopo un incidente nella locale via Roma nel tardo pomeriggio dello scorso mercoledì 27 maggio, sarebbe deceduto durante il trasporto verso il pronto soccorso (non mi è chiaro dai testi e servizi se dell’ospedale «Fratelli Parlapiano» di Ribera, come più probabilmente è accaduto, o dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento).

Lo scontro sarebbe avvenuto fra la moto del giovane (non ho capito se di 25 o, più probabilmente, di 27 anni) – una Honda 600 – ed un auto e Camillo non sarebbe morto sul colpo, ma sarebbe rimasto in uno stato di semi-incoscienza fino all’arrivo dell’ambulanza. Poi, un giorno dopo, il funerale alla chiesa dell’Immacolata di Montallegro e, quindi, il trasferimento al cimitero montallegrese.

Il capoluogo. A Palermo soltanto molta paura, invece, per l’incendio sulla nave Florio – secondo quanto si apprende dai mezzi di comunicazione – sulla quale l’allarme era scattato intorno alle 3.20 di notte del 29 maggio a circa quaranta miglia dal capoluogo regionale siciliano. Sulla nave partita da Napoli – si è letto e sentito in questi giorni – c’erano circa 400-500 persone e non ci sarebbero feriti. Certamente è una vicenda che richiederà un buon lavoro (e molto attento) sia da parte della Procura di Palermo, impegnata con un’inchiesta penale, sia del ministero dei Trasporti, impegnato con un’inchiesta amministrativa. Quanto alla Procura di Palermo, questa – secondo quanto rendono noto i media – ha aperto un’indagine a carico di ignoti con l’ipotesi di incendio colposo e coordinatore dell’inchiesta è il pubblico ministero Fernando Asaro. Sulla nave – abbiamo potuto leggere da siti e giornali o sentire in tv e radio – c’era anche il comico Sergio Friscia.

Per Marco Maiorana. Dai fatti tragici al ricordo di un fatto tragico. Rossella Accardo – che ho visto in una redazione di una tv palermitana, madre di Marco Maiorana – ha organizzato per la sera di giovedì 25 giugno una festa in piazza Politeama a Palermo. Appuntamento dalle 20.30.

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30 maggio 2009 – aggiornato 20 agosto ‘09

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